giovedì, dicembre 27, 2012
cani
Tutto sembrava finito, non si cercava nulla
non si voleva nulla...
Camminavo a testa bassa tra la gente, non guardavo negli occhi più nessuno
Eppure eccoti qua, mediterranea ebbrezza di mare
Mi parli di tutto e mi hai ridato la voglia di ascoltare
Mi guardi ed ho trovato un mondo in cui perdermi
Mi specchio sui tuoi occhiali da sole e mi scopro a sorridere
Ami ciò che amo, guardi dentro e parli agli animali
Dov'eri? Dove sei stata? Ora fermati, resta qui con me
Non spaventarti...io ora sono qui, per te
Tutto nasce in fretta, in un gioco pericoloso dove è meglio non domandarsi troppo
Insieme si può superare tutto, se davvero lo si vuole...si possono abbattere le mura e riuscire a non sentire più freddo...insieme.
Il tempo ci parla di noi, di ciò che siamo, di ciò che eravamo
E col tempo ci sveliamo...come diceva una canzone
Sarà come sarà, se sarà vero...
Che sia una bolla di sapone? che sia aria? che sia vento? che sia...lasciamo che sia.
Adesso siamo qui, come liberi randagi che possono ancora scegliere il proprio cammino, possiamo andare dove ci pare... liberi di annusarci, osservare albe e tramonti e dividere la ciotola...
Io sono qui, vado avanti, mi accerto che la strada sia sicura... vieni con me?
giovedì, marzo 01, 2012
Fioca
Fu l'ironia d'un augurio di buona fortuna
La risposta la stessa, seria, grave, perenne.
Il mio tocco sarà il più delicato, come non ti aspetteresti
sarà dolce ed avrai le ciglia chiuse, ma mai potrai saperlo.
Il mio bacio ti sorprenderà, non te l'immagineresti
sarà caldo ed il mio respiro incontrerà il tuo, ma mai lo saprai.
Sarà grande ciò che troverai e stretto ciò che mi aspetterà,
una morsa, un rivolo di sangue sarà il pianto nel mio tetro e rosso organo vitale
poi pulserà solo di vita propria, in desolato esilio, isola di me.
Tutto ciò che rimarrà nei miei giorni e nelle mie notti sarà l'inettitudine, quella sarà vera e sarà compagna,
com'era, e più di adesso.
Nella nebbia dondolerà incerta una lanterna in una nuova e fredda alba, semicelata dalle fronde oscure, indolenti, di alberi senza tempo.
Reciderà e scaverà nella mia tristezza, alla ricerca di una fievole luce che più non brilla.
Solo, a metà, con d'innanzi metà della vita.
Sarà terribile e dolce e amara la memoria di te.
Splendido il sole, opposto a dove sarò io nel mondo
Orribile e marcio tutto ciò su cui il bagliore dei tuoi occhi non volgerà.
Adesso e per sempre, Addio
mercoledì, maggio 11, 2011
Silenzio dell' anima, il dormiente continua a riposare.
Eh si, ogni tanto bisogna pur fare il punto della situazione, non trovate anche voi? Ci si rivolge a falsi ospiti immaginari, a ben pochi esistenti, per raccontare, in questo diario malato, l'epilogo della mia storia fino alla mia morte.
Ma no ma no, scherzavo, in questa storia non muore nessuno, anche perchè alla fin fine diciamocelo sono già morto dentro da un pezzo, con brevi sprazzi di resurezione qua e la.
Una volta avevo, ora non ho
Un tempo davo, ora non do
un tempo...ora...
E basta così, grazie.
Che cosa? non ho detto il punto? volete sapere il punto qual'è?
punto.
No, non la macchina cari miei, proprio no, niente pubblicità, solo tanta follia, troppa miserabilità, un eccesso di misantropia.
Ho fallito questa vita? Sono davvero un fallito? può darsi.
Nè gioiranno altri "falliti" come me, potendo fare di me un metro di paragone per sentirsi grandi, non capendo invece quanto sono piccoli e meschini...Sarò grande anche nella sconfitta e quando ormai nessuno si ricorderà più di me ci sarò sempre IO a ricordarmene, mi farò compagnia anche dopo la dipartita, e questa signori, sarà la mia condanna.
L'amore e l'odio per me stesso hanno forse prevalso sul raziocinio? la mia razionalità è diventata forse illogica? può essere signori, la follia è ancora più folle adesso, benchè la miserabilità l'ha colpita.
Se potessi dire qualcosa al mondo gli direi "vaffanculo" ed aggiungerei "eri bello nella tua bruttezza".
Ma no ma no, scherzavo, in questa storia non muore nessuno, anche perchè alla fin fine diciamocelo sono già morto dentro da un pezzo, con brevi sprazzi di resurezione qua e la.
Una volta avevo, ora non ho
Un tempo davo, ora non do
un tempo...ora...
E basta così, grazie.
Che cosa? non ho detto il punto? volete sapere il punto qual'è?
punto.
No, non la macchina cari miei, proprio no, niente pubblicità, solo tanta follia, troppa miserabilità, un eccesso di misantropia.
Ho fallito questa vita? Sono davvero un fallito? può darsi.
Nè gioiranno altri "falliti" come me, potendo fare di me un metro di paragone per sentirsi grandi, non capendo invece quanto sono piccoli e meschini...Sarò grande anche nella sconfitta e quando ormai nessuno si ricorderà più di me ci sarò sempre IO a ricordarmene, mi farò compagnia anche dopo la dipartita, e questa signori, sarà la mia condanna.
L'amore e l'odio per me stesso hanno forse prevalso sul raziocinio? la mia razionalità è diventata forse illogica? può essere signori, la follia è ancora più folle adesso, benchè la miserabilità l'ha colpita.
Se potessi dire qualcosa al mondo gli direi "vaffanculo" ed aggiungerei "eri bello nella tua bruttezza".
martedì, novembre 23, 2010
Suggestione
Alfine anche la morte non sembra più una così terribile prospettiva, anzi, ha una sua attrattiva, seppur inquietante dà parvenza di libertà.
Non riesco più a credere ad una qualsivoglia libertà, l'anima costretta in un corpo a sua volta relegato in una ragnatela societaria che non lascia spazi diversi da quelli prestabiliti e già assegnati.
Si sta così male qua, nel corpo dico io, un corpo smorto, pigro, una mente deviata, guidata dall'abitudine e dall'uccello.
La natura umana non mi piace, trascende da valori più giusti e puri, ma forse, infine, sono invenzioni effimere anche quelli.
Il mio padrone sono io, uno dei peggiori, la mia prigione è questa vita, apparentemente libera ma invecchiata fin da giovane con l'arrendevolezza.
Alla fine i sogni, si, per quelli bisogna aspettare giorni interi e l'addormentarsi non è mai stremato come lo si vorrebbe, è sofferto e lacero, pensieroso e malcontento; troppo lungo e dei sogni non restano che frammenti di stupide realtà oniriche, riflessi di desideri e paure.
Si, vorrei uscire, finalmente librarmi in volo via da questo corpo, non necessariamente morendo, semplicemente vivendo, raggiungere verità altrimenti inaccessibili, verità che già si sanno ma che non si possono ricordare, perchè relegati in questi mondi di carne.
L'umana essenza non è altro che un sigillo obbligato, che verrà rotto per liberare la conoscenza.
La religione non esiste, o meglio esiste ma si può tradurre in ciò che accresce la nostra spiritualità tramite l'accettazione, il calore interno e la serenità.
Religione è Amore, può essere la natura, un pensiero, un ragionamento, la vita, la filosofia, ognuno trova la sua, Religione non è altro che un mezzo per arrivare, a prescindere che ci sia un Dio o meno.
Questa almeno è la mia visione.
Un altro potente mezzo di cammino per arrivare a certe mete è la suggestione, senza cui non riusciremmo a trovare lo sprone necessario per smuoverci, per credere in qualcosa, per trovare e sfruttare un enorme forza di volontà che ci faccia arrivare all'inarrivabile.
Non riesco più a credere ad una qualsivoglia libertà, l'anima costretta in un corpo a sua volta relegato in una ragnatela societaria che non lascia spazi diversi da quelli prestabiliti e già assegnati.
Si sta così male qua, nel corpo dico io, un corpo smorto, pigro, una mente deviata, guidata dall'abitudine e dall'uccello.
La natura umana non mi piace, trascende da valori più giusti e puri, ma forse, infine, sono invenzioni effimere anche quelli.
Il mio padrone sono io, uno dei peggiori, la mia prigione è questa vita, apparentemente libera ma invecchiata fin da giovane con l'arrendevolezza.
Alla fine i sogni, si, per quelli bisogna aspettare giorni interi e l'addormentarsi non è mai stremato come lo si vorrebbe, è sofferto e lacero, pensieroso e malcontento; troppo lungo e dei sogni non restano che frammenti di stupide realtà oniriche, riflessi di desideri e paure.
Si, vorrei uscire, finalmente librarmi in volo via da questo corpo, non necessariamente morendo, semplicemente vivendo, raggiungere verità altrimenti inaccessibili, verità che già si sanno ma che non si possono ricordare, perchè relegati in questi mondi di carne.
L'umana essenza non è altro che un sigillo obbligato, che verrà rotto per liberare la conoscenza.
La religione non esiste, o meglio esiste ma si può tradurre in ciò che accresce la nostra spiritualità tramite l'accettazione, il calore interno e la serenità.
Religione è Amore, può essere la natura, un pensiero, un ragionamento, la vita, la filosofia, ognuno trova la sua, Religione non è altro che un mezzo per arrivare, a prescindere che ci sia un Dio o meno.
Questa almeno è la mia visione.
Un altro potente mezzo di cammino per arrivare a certe mete è la suggestione, senza cui non riusciremmo a trovare lo sprone necessario per smuoverci, per credere in qualcosa, per trovare e sfruttare un enorme forza di volontà che ci faccia arrivare all'inarrivabile.
Alfine siamo anime sole, con un percorso da trascrivere e non già scritto, voglio sperare, alla ricerca di un qualcosa che non sappiamo ma che molte menti semplici chiamano "felicità".
E' molto meglio non aver bisogno nè di speranza e nè di felicità, ciò che conta è la serenità, da lì poi il tutto.
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martedì, ottobre 27, 2009
Insubordinazione alla vita, momenti no.
Sensazioni
Sensazioni orribili scuotono ed attanagliano in una morsa ristretta il mio sempre più scosso cuore.
Nuove turbe, mali e giramenti di testa mi colgono all'improvviso; come ben merito.
Forti ansie mordono il mio stomaco e martellano in nuove tachicardie il mio ancor più stressato cuore.
Il mio ginocchio destro non regge più, il sinistro lo segue in uno sciopero invidioso, così che anche le gambe aderiscono alla causa. Sto seduto.
Testa, Cuore, Stomaco e gambe...ho la nausea, sono stanco ma sono sempre riposato, mi viene da vomitare l'anima.
Noia nella vita, noia in tv, noia al computer, sensi di colpa, doveri mancati, conflitti interiori, pensieri da ristrutturare e rieccola...ancora la morsa allo stomaco, sensazione di crollo e fallimento, pensieri che tendono ad un improbabile suicidio ED ANCORA VIRGOLE E PUNTINI DI SOSPENSIONE per una vita SOSPESA, NON CHIESTA E NON VISSUTA, UNA VITA BLOCCATA E STRONCATA DA UNA SOLA PERSONA, ME STESSO!
Non ne posso più, troppa insoddisfazione sotto OGNI punto di vista e non vedo vie di fuga.
Sono un pesce che ha abboccato all'amo, un mollusco in un deserto, un fiore senza spiragli.
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Sensazioni orribili scuotono ed attanagliano in una morsa ristretta il mio sempre più scosso cuore.
Nuove turbe, mali e giramenti di testa mi colgono all'improvviso; come ben merito.
Forti ansie mordono il mio stomaco e martellano in nuove tachicardie il mio ancor più stressato cuore.
Il mio ginocchio destro non regge più, il sinistro lo segue in uno sciopero invidioso, così che anche le gambe aderiscono alla causa. Sto seduto.
Testa, Cuore, Stomaco e gambe...ho la nausea, sono stanco ma sono sempre riposato, mi viene da vomitare l'anima.
Noia nella vita, noia in tv, noia al computer, sensi di colpa, doveri mancati, conflitti interiori, pensieri da ristrutturare e rieccola...ancora la morsa allo stomaco, sensazione di crollo e fallimento, pensieri che tendono ad un improbabile suicidio ED ANCORA VIRGOLE E PUNTINI DI SOSPENSIONE per una vita SOSPESA, NON CHIESTA E NON VISSUTA, UNA VITA BLOCCATA E STRONCATA DA UNA SOLA PERSONA, ME STESSO!
Non ne posso più, troppa insoddisfazione sotto OGNI punto di vista e non vedo vie di fuga.
Sono un pesce che ha abboccato all'amo, un mollusco in un deserto, un fiore senza spiragli.
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giovedì, maggio 07, 2009

La stranezza della vita coglie, delude e soddisfa quando meno ce lo si aspetta.
Prove, prove e ancora prove continue da dover superare o da accatastare nel mucchietto chiamato fallimento.
Persone che vanno, persone che vengono, questa vita è un tram tram di monotona evoluzione.
Era tanto che non scrivevo qualcosa, siano pure cazzate di tanto in tanto bisogna rispolverare i pensieri, ordinarli secondo un proprio criterio di logica…bisogna organizzare le cose.
Le novità non mancano, per certi versi è tutto uguale per altri tutto diverso… come dice una canzone “Niente è cambiato anche se tutto è diverso…” . Ecco, mi sento più o meno così, evoluto pur essendo sempre me stesso.
Come può chi non fa niente sognare l’Estate? Sognare una vacanza quando fino ad ora si è vissuta già anche se in modo relativamente passivo? Pensieri che si frammentano e si scontrano con altri che vogliono sopraggiungere, paura di cambiamenti spietati che possano atterrire per l’ennesima volta…Ma è inutile farsi paranoie, come si sa ci si prepara a tutto ma non si è mai pronti a niente. Bisogna fare come la laboriosa formica che preferisce prevenire problemi accumulando cibo per l’inverno o bisogna vivere alla giornata senza porsi troppi problemi?...L’ideale sta sempre nel mezzo, ormai l’ho capito.
Do sempre la vita per ciò a cui tengo ma è il caso di farlo? Il tempo saprà regalare le verità tanto agognate.
domenica, febbraio 15, 2009
Sono sveglio, sempre più sveglio e sempre più stanco, i pensieri tornano a tormentare le mie lunghe notti insonni. Non chiudo occhio e già sono le 8, non c’è pace nella mia testa.
Torna ciò che non dovrebbe tornare, implacabile e con arroganza turba e scuote le mie ragioni.
Adesso v’è solo rabbia, la furia che solo un insonne può avere al mattino, la consapevolezza che non riuscirò a durare fino a stanotte, che la giornata sarà in ogni caso sprecata in quanto la vivrò al rallentatore.
Ad ogni modo, finalmente questo stupido 14 febbraio è passato, peccato solo che il 15 non è cominciato nel migliore dei modi.
Ora non resta che far colazione alla buona e proseguire con l’antibiotico, non resta che ingoiare l’astio insieme all’acqua…non resta che cercare qualcosa da fare uccidendo mente e fissazioni.
Torna ciò che non dovrebbe tornare, implacabile e con arroganza turba e scuote le mie ragioni.
Adesso v’è solo rabbia, la furia che solo un insonne può avere al mattino, la consapevolezza che non riuscirò a durare fino a stanotte, che la giornata sarà in ogni caso sprecata in quanto la vivrò al rallentatore.
Ad ogni modo, finalmente questo stupido 14 febbraio è passato, peccato solo che il 15 non è cominciato nel migliore dei modi.
Ora non resta che far colazione alla buona e proseguire con l’antibiotico, non resta che ingoiare l’astio insieme all’acqua…non resta che cercare qualcosa da fare uccidendo mente e fissazioni.
giovedì, gennaio 29, 2009
Nascita

Chi nasce per morire faceva meglio a non nascere proprio
Lo scopo della nascita è la vita.
Il susseguirsi di albe e tramonti offendono gli occhi di colui che soffre.
Chi vuol solo estinguersi non può far altro che vivere di torpori e brevi fiamme.
Qualunque cosa riporta alla belva più oscura, la compagna che ammalia l'oziatore, la noia.
Non va presa alla leggera, essa trascina nei baratri più profondi, dove l'umana comprensione non può arrivare...
Ti trascina nell'oblio, ti succhia la linfa vitale, ti porta amarezza e ti adagia nella malinconia.
L'ignaro scopo di ognuno diventa vivere la vita degli altri...
Il mio terrore è esser visto come io vedo gli altri...folle confuse di sfumante inutilità...individui interessanti...animali.
Lo scopo della nascita è la vita.
Il susseguirsi di albe e tramonti offendono gli occhi di colui che soffre.
Chi vuol solo estinguersi non può far altro che vivere di torpori e brevi fiamme.
Qualunque cosa riporta alla belva più oscura, la compagna che ammalia l'oziatore, la noia.
Non va presa alla leggera, essa trascina nei baratri più profondi, dove l'umana comprensione non può arrivare...
Ti trascina nell'oblio, ti succhia la linfa vitale, ti porta amarezza e ti adagia nella malinconia.
L'ignaro scopo di ognuno diventa vivere la vita degli altri...
Il mio terrore è esser visto come io vedo gli altri...folle confuse di sfumante inutilità...individui interessanti...animali.
lunedì, gennaio 26, 2009
Età

Gli Anni, l'Età, il tempo che passa...non è che un involucro di possibilità atto a contenere un quantitativo variabile di esperienze che aiuteranno la crescita e la formazione della persona.
20 anni, 30 anni, 40 anni...sono solo numeri, la persona più piccola può stupire la più grande per il proprio modo di pensare e vedere la vita.
Noi siamo quello che abbiamo vissuto, siamo le persone che ci hanno accompagnato, le nostre decisioni, la pioggia che ci ha bagnato, il sole che ci ha riscaldato, le cadute ed il coraggio di riprovare.
Siamo le nostre delusioni, le nostre storie, le persone che abbiamo perso, quelle che siamo riusciti a trovare, siamo i nostri sbagli, le nostre scelte, i nostri dibattiti, le lotte, i giochi, i nostri scherzi, i nostri viaggi, le nostre maschere...siamo ciò in cui abbiamo creduto e ciò in cui ci siamo dovuti ricredere...Siamo ciò che saremo.
martedì, gennaio 13, 2009
Venti d'ogni dove
Il vento soffiava a più non posso
mentre ero nella Dimora del poeta.
Brividi e rumori percuotevano le mura
Ma noi parlavamo e le poesie viaggiavano
perdendosi nell'etere.
Alfine tra i voluttuosi flutti fumanti
Di cui i respiri si inebriavano
Tornai sul mio veicolo privo di melodia.
Fu come un film di catastrofi già narrate
Fogliame, rami, tronchi...alberi sani e cassonetti
Tutto gettato alla rinfusa, come dadi sulla strada
Sensazioni spiacevoli di catastrofe imminente
sussurravano una fine ingloriosa per le mie stanche membra.
Ogni cosa volgea a fine per poi ricominciar
dopo una curva silente
Solo il fischio rado di un vento ormai passato
ricongiungea i miei pensieri a ciò che accadde
Le danze della notte eran giunte al termine
così com'anche i sacri venti provenienti d'ogni dove.
La strada ed i fili saturi d'elettricità intimavan
di tornar a casa di fretta, affrettandosi.
Alfine ritrovai la quiete tra le quattro mura
Pane, tranci di salmone ed insalata colmaron
l'alcolica fame e poi più nulla, il silenzio,
Il sonno.
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mentre ero nella Dimora del poeta.
Brividi e rumori percuotevano le mura
Ma noi parlavamo e le poesie viaggiavano
perdendosi nell'etere.
Alfine tra i voluttuosi flutti fumanti
Di cui i respiri si inebriavano
Tornai sul mio veicolo privo di melodia.
Fu come un film di catastrofi già narrate
Fogliame, rami, tronchi...alberi sani e cassonetti
Tutto gettato alla rinfusa, come dadi sulla strada
Sensazioni spiacevoli di catastrofe imminente
sussurravano una fine ingloriosa per le mie stanche membra.
Ogni cosa volgea a fine per poi ricominciar
dopo una curva silente
Solo il fischio rado di un vento ormai passato
ricongiungea i miei pensieri a ciò che accadde
Le danze della notte eran giunte al termine
così com'anche i sacri venti provenienti d'ogni dove.
La strada ed i fili saturi d'elettricità intimavan
di tornar a casa di fretta, affrettandosi.
Alfine ritrovai la quiete tra le quattro mura
Pane, tranci di salmone ed insalata colmaron
l'alcolica fame e poi più nulla, il silenzio,
Il sonno.
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venerdì, gennaio 09, 2009
promemoria
Bisogna soffermarsi a pensare a volte, è inutile far finta di niente e scappare...la vita è una e per quanto possa non piacere sarebbe opportuno viverla al meglio.
Bisogna anche vivere cose mai vissute, fare cose mai fatte, vedere cose mai viste, fare quello che si vuole ed essere un po’ più egoisti; peccato solo che non è facile come dirlo.
Si può provare ma non ci si deve accontentare, non sarebbe giusto, si può pensare ma non sempre si deve dire, così come a volte bisogna dire ciò che si da per scontato...ci si deve anche fare avanti con coraggio e determinazione, bisogna conoscere gente nuova, ci si deve lasciare andare se lo si ritiene utile, opportuno o quantomeno piacevole...ma poi bisogna anche fare i conti con se stessi, valutare ciò che si è fatto, capire se va bene o male, se è il caso di proseguire, fermarsi o tornare indietro...chi tende a giudicarci in modo troppo puntiglioso in genere siamo proprio noi stessi e le pene che ci affliggiamo spesso diventano pensieri incisivi e ripetuti nel tempo che si ripercuotono anche sul nostro fisico...bisogna stare attenti prima di commettere sbagli perchè non a tutto c'è rimedio.
Eppure nella filosofia orientale se un problema non si può risolvere allora non è il caso di crucciarsi. Sarebbe tutto più facile vedendola così, all'orientale.
Ancora non riesco ad afferrare il punto della situazione, le persone vanno e vengono, sono poche quelle che restano e sono proprio quelle che valgono di più che riscontrano le maggiori difficoltà a farsi una vita.
Alla fine io vedo scorrere la vita in modo strano, con gli occhi di un tetro burlone, un giullare grottesco che si vuole illudere di poter trovare un po’ di serenità...in parte ci si riesce pure.
E' la notte la vera guerra, la notte bisogna andare a letto quando si è esausti, non si deve pensare a nulla...ma è inutile, le battaglie continuano e non lasciano sopravvissuti...la bilancia non da equità, nonostante tutto...
Bisogna anche vivere cose mai vissute, fare cose mai fatte, vedere cose mai viste, fare quello che si vuole ed essere un po’ più egoisti; peccato solo che non è facile come dirlo.
Si può provare ma non ci si deve accontentare, non sarebbe giusto, si può pensare ma non sempre si deve dire, così come a volte bisogna dire ciò che si da per scontato...ci si deve anche fare avanti con coraggio e determinazione, bisogna conoscere gente nuova, ci si deve lasciare andare se lo si ritiene utile, opportuno o quantomeno piacevole...ma poi bisogna anche fare i conti con se stessi, valutare ciò che si è fatto, capire se va bene o male, se è il caso di proseguire, fermarsi o tornare indietro...chi tende a giudicarci in modo troppo puntiglioso in genere siamo proprio noi stessi e le pene che ci affliggiamo spesso diventano pensieri incisivi e ripetuti nel tempo che si ripercuotono anche sul nostro fisico...bisogna stare attenti prima di commettere sbagli perchè non a tutto c'è rimedio.
Eppure nella filosofia orientale se un problema non si può risolvere allora non è il caso di crucciarsi. Sarebbe tutto più facile vedendola così, all'orientale.
Ancora non riesco ad afferrare il punto della situazione, le persone vanno e vengono, sono poche quelle che restano e sono proprio quelle che valgono di più che riscontrano le maggiori difficoltà a farsi una vita.
Alla fine io vedo scorrere la vita in modo strano, con gli occhi di un tetro burlone, un giullare grottesco che si vuole illudere di poter trovare un po’ di serenità...in parte ci si riesce pure.
E' la notte la vera guerra, la notte bisogna andare a letto quando si è esausti, non si deve pensare a nulla...ma è inutile, le battaglie continuano e non lasciano sopravvissuti...la bilancia non da equità, nonostante tutto...
Non discerno più dove finiscono le maschere e dove comincio io…sono fuse in me e mio malgrado in parte mi lascio vedere dentro, nudo.
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sabato, dicembre 20, 2008
scala di grigi

Eterne
Eterne sono le attese
Tutte
Dovrebbero esser d'incitamento
e invece no
Non finiscono mai
più ce ne sono e più ce ne saranno
Si attende e si aspetta
E ancora attendo
Ancora aspetto
Intanto il violino suona
Suona per me
Lo ascolto io
E' solo mio...
ma intanto attendo
sono in attesa di non so che
aspetto non so cosa
Mi guardo intorno
sospetto e penso
attendo qualcosa o qualcuno
guardo un orario che passa lento
inesorabile
Aspetto ancora
Il tempo è passato e attendo
Ora è tardi, ho atteso troppo
ho fumato molto
Che sia questa la vecchiaia?
aspettare qualcosa che non arriva mai
voci, suoni e sguardi disturbano
ciò che non arriva
e forse mai verrà
Quest'ansia da attesa
anche il cuore la percepisce
batte più forte e si annaspa
ma attende qualcosa che non esiste
Pensieri...pensieri disturbati
null'altro che ciò
non c'è niente da aspettare
posso solo mettere un film
e aspettare che il tempo passi per me...
Eterne sono le attese
Tutte
Dovrebbero esser d'incitamento
e invece no
Non finiscono mai
più ce ne sono e più ce ne saranno
Si attende e si aspetta
E ancora attendo
Ancora aspetto
Intanto il violino suona
Suona per me
Lo ascolto io
E' solo mio...
ma intanto attendo
sono in attesa di non so che
aspetto non so cosa
Mi guardo intorno
sospetto e penso
attendo qualcosa o qualcuno
guardo un orario che passa lento
inesorabile
Aspetto ancora
Il tempo è passato e attendo
Ora è tardi, ho atteso troppo
ho fumato molto
Che sia questa la vecchiaia?
aspettare qualcosa che non arriva mai
voci, suoni e sguardi disturbano
ciò che non arriva
e forse mai verrà
Quest'ansia da attesa
anche il cuore la percepisce
batte più forte e si annaspa
ma attende qualcosa che non esiste
Pensieri...pensieri disturbati
null'altro che ciò
non c'è niente da aspettare
posso solo mettere un film
e aspettare che il tempo passi per me...
mercoledì, dicembre 10, 2008
Natale
Alfine sarà triste il Natale
Visto da dietro una finestra
Fuori ci sarà freddo
Ma la neve non potrà mai bastare
per sopire un cuore malato
Non emergerà alcun Bucaneve
il seme è morto e non nascerà alcun germoglio
Guardali, loro ridono, scherzano al caldo di quella dimora
Agghindano l'albero, sembrano felici
ma da qua fuori non odo alcun rumore
Non posso gioire, ho freddo, la mia veste non mi riscalda, è troppo logora, troppo sfruttata
Osservali, stanno mangiando biscotti
il mio stomaco brontola, non vi è più nemmeno l'erba in giro;
Nel freddo asfalto non nasce nulla.
Sono ferito, perdo sangue anche se non riesco a scorgerlo...
Sento però che soffro
Lì dentro continuano a ridere
da fuori vedo che ridono
Ho i denti scoperti, ma non sto ridendo
Sento un'ombra abbattersi dentro me
Sono così stanco, così sporco
Non devo avere un bell'aspetto...
Quel fuoco sembra così caldo
Io invece mi sento così nudo
Quello che ho non mi basta ma devo accontentarmi
Non posso avere di meglio, nessuno può consolarmi
Non posso stare ancora qui, gli appanno il vetro
non devo rovinare quell'atmosfera, è preziosa
non è da tutti...
Cercherò un altro posto dove stare
Sarebbe bello ricevere una carezza, ma non passa più nessuno, chi c'era mi ha ignorato, non servivo più...
Forse non ci sono strade da seguire, forse non devo seguire i passi altrui ma dare un senso ai miei...ma per terra è così freddo e buio...
Visto da dietro una finestra
Fuori ci sarà freddo
Ma la neve non potrà mai bastare
per sopire un cuore malato
Non emergerà alcun Bucaneve
il seme è morto e non nascerà alcun germoglio
Guardali, loro ridono, scherzano al caldo di quella dimora
Agghindano l'albero, sembrano felici
ma da qua fuori non odo alcun rumore
Non posso gioire, ho freddo, la mia veste non mi riscalda, è troppo logora, troppo sfruttata
Osservali, stanno mangiando biscotti
il mio stomaco brontola, non vi è più nemmeno l'erba in giro;
Nel freddo asfalto non nasce nulla.
Sono ferito, perdo sangue anche se non riesco a scorgerlo...
Sento però che soffro
Lì dentro continuano a ridere
da fuori vedo che ridono
Ho i denti scoperti, ma non sto ridendo
Sento un'ombra abbattersi dentro me
Sono così stanco, così sporco
Non devo avere un bell'aspetto...
Quel fuoco sembra così caldo
Io invece mi sento così nudo
Quello che ho non mi basta ma devo accontentarmi
Non posso avere di meglio, nessuno può consolarmi
Non posso stare ancora qui, gli appanno il vetro
non devo rovinare quell'atmosfera, è preziosa
non è da tutti...
Cercherò un altro posto dove stare
Sarebbe bello ricevere una carezza, ma non passa più nessuno, chi c'era mi ha ignorato, non servivo più...
Forse non ci sono strade da seguire, forse non devo seguire i passi altrui ma dare un senso ai miei...ma per terra è così freddo e buio...
martedì, novembre 25, 2008
Vi era calma dove non ve n'era

La stanchezza, la serietà, l'accettazione, il malessere e la tranquillità...passeggiavo da solo sul lungomare in un pomeriggio freddo e silenzioso, silenzio rotto solo dagli schiamazzi di un bambino instancabile intento a correre e giocare con la sua macchinina blu, dal cinguettio intermittente di pochi piccoli passeri nel cielo e tra le foglie degli alberi, ma soprattutto dal mare, un mare gelido e tormentato che riusciva a dare calma dove non ve n'era.
L' infrangersi delle onde sugli scogli faceva si che schizzi frequenti di minuscole gocce d'acqua arrivassero fin sul mio viso e baciassero con estrema delicatezza le mie labbra; labbra screpolate, labbra intente a fumare, labbra dimenticate.
Orecchie ed occhi si lasciarono andare alla scoperta di ogni minimo particolare che poterono captare ma soprattutto si focalizzarono sul mare, fino a veder lentamente morire un timido tramonto oltre l'orizzonte.
Ogni cosa acquistava un valore che difficilmente si potrebbe cogliere in compagnia, un qualcosa che riusciva a giustificare il vuoto di una profonda quanto incolmabile solitudine.
Qualunque risposta a quesiti che turbano le notti di noi gente poco serena potrà esser trovata nella Natura, nella sua forza incontrastabile e nella sua quiete soave; a patto però di esser soli e di aver passato un periodo necessario di attrito col mondo, in modo così da esser costretti a pensare a fondo facendo i conti con noi stessi.
L' infrangersi delle onde sugli scogli faceva si che schizzi frequenti di minuscole gocce d'acqua arrivassero fin sul mio viso e baciassero con estrema delicatezza le mie labbra; labbra screpolate, labbra intente a fumare, labbra dimenticate.
Orecchie ed occhi si lasciarono andare alla scoperta di ogni minimo particolare che poterono captare ma soprattutto si focalizzarono sul mare, fino a veder lentamente morire un timido tramonto oltre l'orizzonte.
Ogni cosa acquistava un valore che difficilmente si potrebbe cogliere in compagnia, un qualcosa che riusciva a giustificare il vuoto di una profonda quanto incolmabile solitudine.
Qualunque risposta a quesiti che turbano le notti di noi gente poco serena potrà esser trovata nella Natura, nella sua forza incontrastabile e nella sua quiete soave; a patto però di esser soli e di aver passato un periodo necessario di attrito col mondo, in modo così da esser costretti a pensare a fondo facendo i conti con noi stessi.
Solo attraverso la solitudine si potrà infine capire il valore della compagnia...anche se il prezzo da pagare spesso è la malinconia.
venerdì, novembre 14, 2008
Sempre incerto...pateticità

Sono queste le mie parole
Parole vuote, parole sole
Non c'è più niente intorno a me
eppure qualcosa ancora da qualche parte c'è
nel più profondo dentro me...
Io non saprei riconquistare
degli amori degni di questo nome
io non saprei più come fare
per poter sognare ancora e ancora...
Si...Dentro di me, qualcosa ancora c'è
Ma vi prego qualcuno mi spieghi che cos'è.
Vorrei ancor potere amare
Vorrei nel cielo volteggiare
Eppur non lo posso più fare...
perchè io non attiro, perchè non son normale.
Eppure io lo so
che dentro di me
in fondo in fondo qualcosa ancora c'è...
qualcosa di grande
qualcosa di forte
qualcosa sopita che forse mai più brillerà.
C'è chi dice che quella luce è artificiale
Non è un Sol che brucia nè un Temporale...
E' solo qualcosa di falso e di sbagliato
qualcosa che può anche esser frainteso
eppure io lo so che qualcosa ancora c'è...
ma tu dimmi ti prego perchè
tu dimmi cosa posso fare
se davvero soluzione c'è
e se speranze ancora ho
io lo so, io lo so
che qualcosa ancora c'è
ma non so, io non so
se son io a non esser degno degli altri
se sono gli altri a non capirmi
se davvero al mondo posso stare
anche perchè...non mi sento tanto normale.
Parole vuote, parole sole
Non c'è più niente intorno a me
eppure qualcosa ancora da qualche parte c'è
nel più profondo dentro me...
Io non saprei riconquistare
degli amori degni di questo nome
io non saprei più come fare
per poter sognare ancora e ancora...
Si...Dentro di me, qualcosa ancora c'è
Ma vi prego qualcuno mi spieghi che cos'è.
Vorrei ancor potere amare
Vorrei nel cielo volteggiare
Eppur non lo posso più fare...
perchè io non attiro, perchè non son normale.
Eppure io lo so
che dentro di me
in fondo in fondo qualcosa ancora c'è...
qualcosa di grande
qualcosa di forte
qualcosa sopita che forse mai più brillerà.
C'è chi dice che quella luce è artificiale
Non è un Sol che brucia nè un Temporale...
E' solo qualcosa di falso e di sbagliato
qualcosa che può anche esser frainteso
eppure io lo so che qualcosa ancora c'è...
ma tu dimmi ti prego perchè
tu dimmi cosa posso fare
se davvero soluzione c'è
e se speranze ancora ho
io lo so, io lo so
che qualcosa ancora c'è
ma non so, io non so
se son io a non esser degno degli altri
se sono gli altri a non capirmi
se davvero al mondo posso stare
anche perchè...non mi sento tanto normale.
venerdì, novembre 07, 2008

7/11/2008
Con le lacrime agli occhi mi chiedo quando finirà questa agonia...
Con le lacrime agli occhi mi chiedo quando finirà questa agonia...
Non può durare per sempre...
Mi chiedo quando riuscirò a cancellare il tuo ricordo definitivamente dalla mia testa, quando riuscirò finalmente a sbatterti fuori dalla mia vita...
E' angosciante, triste...
Mi fa rabbia.
Con le lacrime agli occhi mi chiedo per quanto tempo continuerò ad amarti...
Per quanto tempo ancora mi farò del male...
Non riesco a smettere di pensare a te...
Mi illudo che la cosa sia finita, di non pensarci piu'...
Solo illusioni, solo parole....
mercoledì, novembre 05, 2008

05/11/2008
Davanti una grande tazza di thè caldo,
fumante, trasparente, trascorro la mia mattina in piena solitudine.
Rifletto su quello che sta succedendo,
Rifletto su quello che sta succedendo,
ripenso a quello che è già successo, penso a ciò che sarà; di me, di noi...
Sfoglio il giornale... solo parole.
La mia distrazione è tale da rendere quelle frasi così vuote e prive di senso,
La mia distrazione è tale da rendere quelle frasi così vuote e prive di senso,
tanto da farle sembrare unite per caso tra loro.
Concentrazione...
Deve per forza esserci una sorta di legame tra loro, dico a me stessa!
Penso ancora a me...
Deve esserci in qualche modo un legame... Lo stesso che ha tenuto insieme
noi fino ad ora, quello che sento ancora dentro di me e in cui purtroppo credo ancora.
Fa male, si! E' triste, doloroso, angosciante...
Le giornate mi scivolano violentemente addosso come una forte pioggia invernale,
fredda e incessante; costanti i pensieri, le parole, oserei dire anche le speranze.
Tutto si ripete giorno dopo giorno, ora dopo ora... istante dopo istante; avvenimenti, pensieri e parole... sembra essere sempre lo stesso.
Sento che fa ancora parte di me, della mia vita...
Sento da parte mia questo forte e insistente legame che non vuole sciogliersi, non vuole liberarmi, non vuole separarmi da lui...
Legame, ormai mentale, che ha fatto male, che tutt'ora è come sempre spietato e che ancora per molto mi farà soffrire.
Ora nella mia testa è tutto come le frasi di questo giornale... Per me prive di senso, vuote e legate casualmente tra loro...
Confusione...
Continua ricerca di stabilità, armonia, quiete, felicità...
Cos'è che può colmare questo enorme vuoto? Preferisco non chiedermelo più perchè so bene qual'è la risposta e so altrettanto bene che fa male!
venerdì, ottobre 31, 2008

30/10/2008
LACRIMA...
Si, il momento tanto atteso, tanto sofferto, è arrivato...
Tutto è dipeso da una scelta...
Una sola frase è bastata per buttarsi alle spalle tanto tempo; un solo istante, una sola persona...
Freddo, ansia, angoscia, tristezza e... ancora mille domande che vagavano nella mia testa.Insieme di gesti, parole, situazioni... tutto torna, ma soprattutto fa male.
Ed eccomi, vuota...
Mi crolla il mondo addosso in un solo istante...Nulla è dipeso dalla mia volontà, ma in un attimo capisco che è davvero il momento giusto per ricominciare... poi... ancora tristezza.
Quando riuscirò a smettere di amare?
Quando riuscirò a colmare questo vuoto che sembra davvero non avere fine..?
Sento che tutto è finito davvero, tutto si è concluso nel ''migliore dei modi''... Fiducia, speranza... cose che ho perso per strada...
Lacrime... ne ho versate tante e chissà quante ancorà cadranno sulle mie guance...
Bugie... quelle che dico continuamente a me stessa per continuare a credere in qualcuno che ha ormai deciso...
Illusioni....
mercoledì, ottobre 29, 2008
29/10/200Χάος
La certezza di una scelta sensata, l'insicurezza che ci ostacola nel farla,la paura che supera ogni pensiero... ogni parola....Non avrei mai fatto lo stesso se non mi avessero portato difronte a tali conclusioni?Forse no... non subito... Cosa significa amare davvero? Per alcuni equivale a star male con se stessi e con la persona che hanno di fronte pur di averla, per altri vuol dire... In realtà non so...
Sensazioni che ovviamente resteranno per sempre...
Felicità...
Armonia...
Odio, odio, odio...
''Felicità''...
Monotonia...
Abitudine...
Ancora odio... Sentimento forte quanto l'amore e come tale fa paura!Poi... vuoto infinito...
Sembra incolmabile perchè ti distrugge dentro...
Come si fa a pregare perchè la persona che amiamo ci lasci?
Come si fa a guardarla negli occhi e sperare che vada via per sempre da te, che il suo ricordo venga cancellato definitivamente dalla tua testa?
Come si può tornare costantemente su quel ricordo e sperare che tutto possa essere sereno come prima?
Nulla può cambiare, soprattutto nelle persone; se un tempo si stava bene allora perchè separarsi per poi sbagliare ancora?
Sono solo domande per le quali non troverò mai una risposta...
Mi Domando...
Mi domando seper star bene devo fuggire,
per star male devo restare,
per volare devo morire,
chissà chissà.
Dopo l'orizzonte perchè non comincia lo spazio?
perchè ancora mi domando?
E mi domando ancora se
al di là delle stelle c'è parte di me
dei miei sogni, dei miei desideri.
Mi domando se alla luna
son rimasti ricordi di me
di ciò che le narrai,
di ciò che le dissi,
di ciò che le confessai nelle notti più buie.
Mi domando dove sia
tutto il fumo che ho aspirato,
colmo dei miei pensieri ha raggiunto un luogo oltre le nuvole?
mi domando se era solo un luogo comune
se ha preso il mio bene e l'ha portato via.
Mi domando anche perchè
perchè al mondo c'è spazio per me
che progetti ha...
cosa posso fare per aiutarlo?
E mi domando chi
mi troverà sveglio a dormire in piedi
a guardare un punto
e se dai miei occhi scorgerà qualcuno.
Mi domanderei come
se ci fosse un perchè
se ci fosse un dove
se ci fosse un chi.
Ancor mi domando perchè...
perchè so cose e sfuggo,
perchè so e non faccio sapere,
perchè non so ma saprei,
perchè vedo ma non colgo.
Mi domando anche se...
se c'è qualcosa che non va in me,
oltre tutto ciò che so,
oltre i ma, oltre i se.
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