mercoledì, marzo 01, 2017

Sono la Morte


Vago da solo nel mio mondo solitario
da non so quanto tempo,  ho perso il conto degli anni, il senso del tempo.
Il mio spirito si muove lento e solitario attraverso deserti e foreste incontaminate.
Di rado mi capita di vedere una piccola luce, un movimento tra le dune, un fruscio nella selva, un guizzo tra le onde.
Io so che non dovrei andare, perché sono la Morte, col mio tocco tutto scompare, ma può capitare di voler vedere, di voler toccare, di dimenticare la mia natura, ma io sono la Morte.
Mi sono soffermato a guardare incuriosito da un movimento tra i cespugli
eri tu, uno splendido daino saltellante, un daino vivace con un grande segreto; nella sua breve vita ha sofferto più di quanto si possa sopportare.
Il daino mi ha visto, non ha avuto paura di me, non aveva capito la mia natura, ma io sono la Morte, il vuoto profondo che cammina solitario.
Adesso lo sai, mio piccolo daino, adesso sai che il mio tocco è morte.
Ho capito perfettamente che la cosa migliore per entrambi è restare nella propria natura, il daino ora ha di nuovo paura, soffre, piange, morde.
Il mio tocco è pericoloso, bisogna usare i guanti, ma in questa terra solitaria io non possiedo guanti, posso solo guardare da lontano e osservare in silenzio, nel profondo vuoto che provo dentro.
Piccolo Daino, devi fuggire, viviamo in mondi paralleli, fai bene a temere me, la morte che cammina solitaria e la tristezza che regna sovrana nel mio spirito.

sabato, agosto 27, 2016

Degrado






E' da secoli, in modo crescente, che la sopravvivenza delle specie deve far fronte oltre al naturale percorso anche a quello innaturale: l'Uomo.Ogni giorno si estinguono intere specie animali, spesso chi vive in equilibrio precario in natura non riesce ad adattarsi al disboscamento, all'inquinamento dell'aria, delle acque e del terreno, a centinaia di km² asfaltati, industrializzati o con grandi palazzi.Al contrario specie prolifere e particolarmente adattabili come blatte, piccioni, topi e ratti riescono, vivendo in anfratti cittadini, a sopravvivere in modo parassitario strettamente legato ai nostri scarti e ai nostri sprechi da buoni consumisti cronici e nevrotici quali siamo.Quanto siamo innaturali e fuori dal contesto, viviamo una vita parallela a ciò che ancora per poco è da considerarsi "natura".
Per noi tutto è dovuto, tutto ciò che crediamo possa darci piacere può essere prelevato, venduto e crediamo che ci appartenga, ma siamo solo schiavi di meccaniche assurde, consolidate da innumerevoli tentativi e prove fatte e registrate nella storia atte a manipolare, controllare e gestire l'esistenza su larga scala.
E' comodo mantenere "la retta via" su di un filo sicuro, ci hanno e ci siamo costruiti un comodissimo paraocchi e girarci per un attimo rischia di farci cadere giù dal filo, verso ciò che non si conosce, verso la paura.
Non cerchiamo un minimo di consapevolezza di ciò che siamo, di ciò che stiamo facendo, delle vite vuote e senza validi scopi che viviamo, ormai cerchiamo solo le nostre piccole certezze;
Una religione precompilata costruita su prove ed errori, gonfiata e inventata aggiungendo la Fede per distruggere il pensiero la Magia dei miracoli per strabiliarci, il Timore delle Conseguenze per non farci "sbagliare" e la Promessa di un Posto Migliore per convincerci a sperare nella Ricompensa che secondo il nostro Egoismo ci Meritiamo.
Una casa, un lavoro che serve a mantenerla e mangiare prodotti sempre più cari, scadenti e contaminati, dei figli rompipalle che vogliono tutto ciò che vedono in televisione o che possiedono gli amichetti, mogli affamate di chincaglierie effimere come trucchi, borse e gioielli, uomini in cerca dell'ultimo modello di un cellulare che non sapranno minimamente usare, palestra e proteine per somigliare a ciò che l'opinione pubblica "vota" come ideale.
Siamo Vuoti, Egoisti e Dannosi.
Una volta ammesso questo status si potrebbe cercare di ergerci a creature migliori.
Ci siamo innalzati a semi-divinità su tutto ciò che ci circonda dimenticandoci di essere noi stessi Animali.
E' la cultura dell'Oggi e mai del Domani.
Forse dovremmo solo coesistere col resto, ricordandoci che non siamo eterni e non siamo superiori a nessuno, ma anche questo è troppo difficile e scomodo da ammettere.


giovedì, dicembre 27, 2012

cani





Tutto sembrava finito, non si cercava nulla
non si voleva nulla...
Camminavo a testa bassa tra la gente, non guardavo negli occhi più nessuno
Eppure eccoti qua, mediterranea ebbrezza di mare

Mi parli di tutto e mi hai ridato la voglia di ascoltare
Mi guardi ed ho trovato un mondo in cui perdermi
Mi specchio sui tuoi occhiali da sole e mi scopro a sorridere

Ami ciò che amo, guardi dentro e parli agli animali
Dov'eri? Dove sei stata? Ora fermati, resta qui con me
Non spaventarti...io ora sono qui, per te

Tutto nasce in fretta, in un gioco pericoloso dove è meglio non domandarsi troppo
Insieme si può superare tutto, se davvero lo si vuole...si possono abbattere le mura e riuscire a non sentire più freddo...insieme.

Il tempo ci parla di noi, di ciò che siamo, di ciò che eravamo
E col tempo ci sveliamo...come diceva una canzone
Sarà come sarà, se sarà vero...
Che sia una bolla di sapone? che sia aria? che sia vento? che sia...lasciamo che sia.

Adesso siamo qui, come liberi randagi che possono ancora scegliere il proprio cammino, possiamo andare dove ci pare... liberi di annusarci, osservare albe e tramonti e dividere la ciotola...

Io sono qui, vado avanti, mi accerto che la strada sia sicura... vieni con me?

giovedì, marzo 01, 2012

Fioca


Fu l'ironia d'un augurio di buona fortuna
La risposta la stessa, seria, grave, perenne.

Il mio tocco sarà il più delicato, come non ti aspetteresti
sarà dolce ed avrai le ciglia chiuse, ma mai potrai saperlo.
Il mio bacio ti sorprenderà, non te l'immagineresti
sarà caldo ed il mio respiro incontrerà il tuo, ma mai lo saprai.

Sarà grande ciò che troverai e stretto ciò che mi aspetterà,
una morsa, un rivolo di sangue sarà il pianto nel mio tetro e rosso organo vitale
poi pulserà solo di vita propria, in desolato esilio, isola di me.

Tutto ciò che rimarrà nei miei giorni e nelle mie notti sarà l'inettitudine, quella sarà vera e sarà compagna,
com'era, e più di adesso.

Nella nebbia dondolerà incerta una lanterna in una nuova e fredda alba, semicelata dalle fronde oscure, indolenti, di alberi senza tempo.
Reciderà e scaverà nella mia tristezza, alla ricerca di una fievole luce che più non brilla.
Solo, a metà, con d'innanzi metà della vita.

Sarà terribile e dolce e amara la memoria di te.
Splendido il sole, opposto a dove sarò io nel mondo
Orribile e marcio tutto ciò su cui il bagliore dei tuoi occhi non volgerà.

Adesso e per sempre, Addio



mercoledì, maggio 11, 2011

Silenzio dell' anima, il dormiente continua a riposare.

Eh si, ogni tanto bisogna pur fare il punto della situazione, non trovate anche voi? Ci si rivolge a falsi ospiti immaginari, a ben pochi esistenti, per raccontare, in questo diario malato, l'epilogo della mia storia fino alla mia morte.
Ma no ma no, scherzavo, in questa storia non muore nessuno, anche perchè alla fin fine diciamocelo sono già morto dentro da un pezzo, con brevi sprazzi di resurezione qua e la.
Una volta avevo, ora non ho
Un tempo davo, ora non do
un tempo...ora...
E basta così, grazie.

Che cosa? non ho detto il punto? volete sapere il punto qual'è?
punto.
No, non la macchina cari miei, proprio no, niente pubblicità, solo tanta follia, troppa miserabilità, un eccesso di misantropia.
Ho fallito questa vita? Sono davvero un fallito? può darsi.
Nè gioiranno altri "falliti" come me, potendo fare di me un metro di paragone per sentirsi grandi, non capendo invece quanto sono piccoli e meschini...Sarò grande anche nella sconfitta e quando ormai nessuno si ricorderà più di me ci sarò sempre IO a ricordarmene, mi farò compagnia anche dopo la dipartita, e questa signori, sarà la mia condanna.
L'amore e l'odio per me stesso hanno forse prevalso sul raziocinio? la mia razionalità è diventata forse illogica? può essere signori, la follia è ancora più folle adesso, benchè la miserabilità l'ha colpita.
Se potessi dire qualcosa al mondo gli direi "vaffanculo" ed aggiungerei "eri bello nella tua bruttezza".


martedì, novembre 23, 2010

Suggestione

Alfine anche la morte non sembra più una così terribile prospettiva, anzi, ha una sua attrattiva, seppur inquietante dà parvenza di libertà.
Non riesco più a credere ad una qualsivoglia libertà, l'anima costretta in un corpo a sua volta relegato in una ragnatela societaria che non lascia spazi diversi da quelli prestabiliti e già assegnati.
Si sta così male qua, nel corpo dico io, un corpo smorto, pigro, una mente deviata, guidata dall'abitudine e dall'uccello.
La natura umana non mi piace, trascende da valori più giusti e puri, ma forse, infine, sono invenzioni effimere anche quelli.
Il mio padrone sono io, uno dei peggiori, la mia prigione è questa vita, apparentemente libera ma invecchiata fin da giovane con l'arrendevolezza.
Alla fine i sogni, si, per quelli bisogna aspettare giorni interi e l'addormentarsi non è mai stremato come lo si vorrebbe, è sofferto e lacero, pensieroso e malcontento; troppo lungo e dei sogni non restano che frammenti di stupide realtà oniriche, riflessi di desideri e paure.
Si, vorrei uscire, finalmente librarmi in volo via da questo corpo, non necessariamente morendo, semplicemente vivendo, raggiungere verità altrimenti inaccessibili, verità che già si sanno ma che non si possono ricordare, perchè relegati in questi mondi di carne.
L'umana essenza non è altro che un sigillo obbligato, che verrà rotto per liberare la conoscenza.
La religione non esiste, o meglio esiste ma si può tradurre in ciò che accresce la nostra spiritualità tramite l'accettazione, il calore interno e la serenità.
Religione è Amore, può essere la natura, un pensiero, un ragionamento, la vita, la filosofia, ognuno trova la sua, Religione non è altro che un mezzo per arrivare, a prescindere che ci sia un Dio o meno.
Questa almeno è la mia visione.
Un altro potente mezzo di cammino per arrivare a certe mete è la suggestione, senza cui non riusciremmo a trovare lo sprone necessario per smuoverci, per credere in qualcosa, per trovare e sfruttare un enorme forza di volontà che ci faccia arrivare all'inarrivabile.


Alfine siamo anime sole, con un percorso da trascrivere e non già scritto, voglio sperare, alla ricerca di un qualcosa che non sappiamo ma che molte menti semplici chiamano "felicità".
E' molto meglio non aver bisogno nè di speranza e nè di felicità, ciò che conta è la serenità, da lì poi il tutto.
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martedì, ottobre 27, 2009

Insubordinazione alla vita, momenti no.

Sensazioni


Sensazioni orribili scuotono ed attanagliano in una morsa ristretta il mio sempre più scosso cuore.
Nuove turbe, mali e giramenti di testa mi colgono all'improvviso; come ben merito.
Forti ansie mordono il mio stomaco e martellano in nuove tachicardie il mio ancor più stressato cuore.

Il mio ginocchio destro non regge più, il sinistro lo segue in uno sciopero invidioso, così che anche le gambe aderiscono alla causa. Sto seduto.


Testa, Cuore, Stomaco e gambe...ho la nausea, sono stanco ma sono sempre riposato, mi viene da vomitare l'anima.


Noia nella vita, noia in tv, noia al computer, sensi di colpa, doveri mancati, conflitti interiori, pensieri da ristrutturare e rieccola...ancora la morsa allo stomaco, sensazione di crollo e fallimento, pensieri che tendono ad un improbabile suicidio ED ANCORA VIRGOLE E PUNTINI DI SOSPENSIONE per una vita SOSPESA, NON CHIESTA E NON VISSUTA, UNA VITA BLOCCATA E STRONCATA DA UNA SOLA PERSONA, ME STESSO!


Non ne posso più, troppa insoddisfazione sotto OGNI punto di vista e non vedo vie di fuga.


Sono un pesce che ha abboccato all'amo, un mollusco in un deserto, un fiore senza spiragli.
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